© 2019 By Mauro Bastelli.

Cuba,attimi di tempo liquido

March 18, 2015

 (Cuba, Trinidad)

 

Lascio Avana. 

La abbandono per andare verso l'interno senza sapere se la rivedrò mai più.

Stanotte mentre i generatori delle celle frigorifere dell'albergo rombavano togliendomi il sonno pensavo al rapporto che c'è fra il tempo e gli eventi.

Siamo abituati a vivere certe situazioni come uniche e speciali.

Capodanno, compleanni, Natale ,laurea...tutti eventi importanti perché accadono saltuariamente, come i mondiali, le olimpiadi...

Eppure, più ancora di questi, sono i viaggi e certi incontri che possono finire per essere unici ed irripetibili.

Certe stanze di albergo, certi odori, certi sapori, certe visioni legati al viaggio.

Avrei voluto camminare a piedi sulla marina di Avana.

Su qualcuna delle strade polverose delle sue campagne.

Camminare di nuovo sotto la pioggia tropicale.

È così diversa da quella gelida e finissima dell'Europa,della Scozia, dell'Islanda o della Russia...

Qui sono scrosci violenti, copiosi, gocce grosse e calde come umide ondate di  piacere.

Mi colpisce il tepore della pioggia  che qui ti inzuppa e ti abbraccia,il suo aroma, il suo profumo.

Ti scorre sulla pelle come qualcosa di così vivo da incarnare lo spirito dei tropici, incrocio di Natura, pazienza e gioia.

Ripenso oggi a Cuba e continuo e sentirne la rassegnata gioiosità.

Può essere un ossimoro più forte ?

Felice tristezza...

Forse è nella scarsa disponibilità di beni e denaro mista all'orgoglio ed alla consapevolezza che risiede la formula che genera l'accettazione.

Non sento mai di essere in un paese retto da una dittatura.

Forse sarà una dittatura dal "volto umano", infondo anche la democrazia ha insito un fondamento di autoritarismo ; la minoranza deve accettare il volere della maggioranza.

In democrazia semplicemente la condizione di minoranza è transitoria, liquida.

Come il rhum, forte ma dolce, il rhum mia grande scoperta caraibica...un amore imprevisto come il mojito, forse incontrato per caso come successe ad Hemingway.

Inevitabilmente pensando a qualcosa di dolce ma forte penso al Che, ai creoli che a bordo del camion bus stanno rivaleggiando con noi sulla carrettera per Trinidad.

Due carichi umani così diversi. Io e Josè, chiamiamolo così...per convenzione.

Oltre un finestrino due mondi così distanti ma simili.

Qui quasi tutti si muovono su questi camion bus, o semplicemente nei cassoni, stando aggrapparti in piedi, il vento a scompigliare capelli e pensieri.

Niente aria condizionata che mi tormenta da buon occidentale viziato, per lui che sta seduto sulle "panche dure" di Terzaniana memoria.

Solo il caldo vento del tropico che tutto avvolge e rapisce.

Pur cercando sempre di andare verso le culture che incontro, di adeguarmi ai mondi che attraverso, ho sempre una storia che mi limita in questa determinazione. La tua storia difficilmente ti lascia in pace dopo averti plasmato per anni.

Quello che posso fare è semplicemente approcciarmi ai mondi che vado ad osservare senza la tracotanza ed il falso senso di superiorità che il turista usa quasi sempre facendo paragoni.

Non paragono mai il mio mondo e la mia cultura a quella che vado ad incontrare.

Certo che così facendo difficilmente non puoi in qualche modo non innamorarti di una terra quando realizzi la ricchezza che la diversità, qualsiasi diversità , comporta.

È difficile da spiegare ma, caro Paolo, se arrivi in un posto senza aspettative ma con tutti i canali recettori e tutte le antenne aperti ed accesi trovi sempre qualcosa che ti può meravigliare e ti commuovere a prescindere da negozi , generi di consumo o qualche altra ingannevole diavoleria consumistica o psicologica messa in piedi dalla nostra voglia di autoreferenziarci come " migliori"...

Forse viaggiando scopri quello che sei dentro e magari ti accorgi che sei più semplice e "naturale" di ciò che credi o ti vogliono far credere.

Tempo fa mi dicesti che sarei dovuto andare dove si sta peggio è misurarmi col disagio.

Fatto, ma pur cambiando i termini il risultato non cambia.

Grazie comunque di esserti preoccupato di controllare dove fossi sparito, è stato uno di quei gesti che amici o meno, in ogni tempo e latitudine ti fanno sentire la presenza di qualcuno vicino a te.

Credo che questo sia un bene che non ha prezzo o cultura di appartenenza e renda felice ogni essere umano che riceva una simile attenzione.

Dedico a te ed a Roberto questi racconti, so che ne farete buon uso.

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