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Politichè

March 24, 2015

(piazza della Rivoluzione, l'Avana)

 

Era inevitabile finissi per parlare di politica non tanto perché siamo a Cuba quanto perché ogni scelta nella vita, ogni opinione è politica.

Respirare, nutrirsi, sognare, agire, sono tutti gesti politici .

Ogni nostra scelta è politica , in quanto diretta conseguenza della nostra coscienza e cultura personale e collettiva.

Cuba è passata attraverso il colonialismo, la lotta indipendentista , l'utopia comunista, il purgatorio della sospensione del capitalismo.

È un paese che ha un percorso storico unico, pur condividendo col resto del mondo alcune singole tappe.

Ciò che mi porto via, dopo avere percorso gran parte del paese, sono alcune convinzioni strettamente legate all'esperienza ed a ciò che ho potuto vedere e capire.

 

Cuba è prigioniera della grandezza di Ernesto Guevara da Silva.

 

Cuba ha subito drammaticamente l'abbraccio asfissiante dell'URSS ed il successivo crollo di quella superpotenza.

 

Cuba è potenzialmente la Cina del turismo del futuro.

 

Cuba è sull'orlo di un baratro.

 

(piazza della Rivoluzione, l'Avana,monumento a Jose Martì)

 

Avere il Che come martire della propria rivoluzione è un retaggio pesantissimo.

Uno dei pochi uomini che ha agito nella propria vita seguendo esclusivamente ideali altissimi segna il solco all'interno del quale si muoverà una storia.

Da lì in poi, come fece il suo padre moderno, Cuba è corsa in aiuto di tutti i paesi del sud del mondo che in qualche modo cercavano di affermare la loro emancipazione.

Questo destino ha avuto un costo immenso in termini di risorse e vite che solo gli anni futuri riusciranno a rendere evidente.

Africa. Sud America, Asia, ovunque ci fosse da battersi con lo spirito di sacrificio e di idealismo del Che, Cuba è arrivata, lasciando, come per il suo grande Sognatore argentino, tanti uomini sul campo per paesi e terre che erano compagni di avventura, non la propria patria.

 

In piena guerra fredda Cuba è stata una pedina, la pedina più importante per l'Urss.

Il grande Orso l'ha attratta nella sua sfera ,fagocitandola; la piccola grande nazione laboratorio dove si sperimentava il comunismo reale è diventata il laboratorio di sintesi del socialismo reale.

I soldi quindi, le risorse, arrivavano a pioggia.

Il valore di Cuba era altissimo ; l'Urss disponeva dell'isola come di una immensa portaerei a 200 chilometri dal grande nemico Usa.

Mai ,a parte nell'attacco delle Torri Gemelle, gli Usa hanno avuto il nemico così vicino a casa.

Così Cuba è fiorita.

Ancora oggi girando per l'isola è visibile l'immensa struttura di servizi sociali messa in piedi negli anni 60 e 70.

Scuole, impianti sportivi, stadi, biblioteche , case dell'arte, università.

Cuba ha avuto tutto.

Ora quel tutto è in condizioni fatiscenti perché il crollo dell'URSS ha bruscamente interrotto l'afflusso di quei fondi che erano indispensabili per alimentare e testimoniare la virtuosa via al socialismo ed al comunismo ed a tenere in piedi un apparato di servizi così capillare destinato alla sua popolazione.

Viaggiando ti rendi conto che Cuba è stata grande e che il passaggio da una robusta opulenza sociale allo spettro dell'embargo è stato un dramma epocale.

Un passaggio traumatico dal tanto al nulla che ha devastato l'economia e soprattutto speranze e la visione del futuro di un popolo.

Solo la forza straordinaria di questa gente, la sua positività l'ha salvato dal baratro.

 

Il futuro ?

Ho già scritto che oggi più che mai Cuba è ad un bivio.

Forse per questo sono qui ora, per vedere tutto prima di un possibile cambiamento epocale. 

Ad oggi le aspettative vanno verso una riapertura in grande stile dei rapporti economici con gli Usa.

Sono già operativi voli diretti un anno fa impensabili.

Arriveranno quindi i soldi, sbarcheranno ufficialmente i businessman in elegante completo nero con i pins delle majors del turismo per ricolonizzare, salvandola, Cuba?

Il paese come sistema ha già ora la capacità di gestire in modo soddisfacente un flusso turistico importante.

Le strutture come detto ci sono.

Vanno solo rimodernate, ampliate ed il gioco è fatto !

Il patrimonio naturale dell'isola, la cultura, l'architettura , il clima , tutto è lì pronto. 

Attende solo il via ad un flusso di denaro ed investimenti che, come detto, potrebbero fare diventare Cuba la Cina del turismo, il paese spumeggiante del tempo libero e vacanze , ciò insomma che la Cina ha rappresentato per la produzione industriale mondiale; una ghiotta ed immensa opportunità .

 

Non amo personalmente questa prospettiva, non la auguro ai cubani, popolo fiero, dolce , idealista ...

ma con che cuore posso augurarmi che ciò non accada pensando ?

come non pensare agli immensi e terribili sacrifici che questo stesso popolo ha dovuto sopportare in questi 60 anni ?

Per questo più passano i giorni e Cuba diventa un ricordo più sbiadito, più un grande è il senso di nostalgica malinconia che invade i miei pensieri, mentre col ricordo torno quotidianamente là dove ho vissuto emozioni così intense ed un percorso così partecipe.

Coraggio Cuba, guarda verso il tuo futuro, da qualche paradiso mistico il Che ti proteggerà e così sia.

Hasta la victoria siempre, comandante!

 

 

(piazza della Rivoluzione, l'Avana)

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