© 2019 By Mauro Bastelli.

Stockolm calling

September 3, 2017

Un'altra tappa del mio lungo viaggio nel grande Nord.
La Svezia, come anche le altre, non mi pare poi una terra così fredda...
Forse tutti gli amanti latini concupiscendo le vichinghe hanno riscaldato questo popolo, oppure semplicemente sono sempre stati così e ci siamo sempre trovati a metà strada, infondo piacendoci.
Comunque gli svedesi corrono in continuazione su lunghissime ed onnipresenti piste ciclabili e pedonali, vanno in bici sempre, ovunque ed a qualsiasi ora, studiano diligentemente il modo per fare soldi e successo (vedi Ikea, Volvo ed H&M) e soprattutto mangiano buonissime polpettine di carne con patate bollite.
Scherzi a parte ammiro in modo incondizionato la loro perseveranza nello spostarsi usando i modi più ecologici e salutari possibili, ammiro il loro culto del verde, l'amore per la natura e la voglia di divertirsi (che magari d'estate esplode con più forza un po' ovunque aiutata dal clima più mite).
Mi ha colpito molto la vera parità nella gestione dei figli, il gran numero di padri che alle 10 di mattina fanno jogging spingendo un passeggino sotto la pioggia col figlio che dorme beatamente rintanato là dentro.
Uomini e donne gestiscono davvero in modo equanime i figli e per noi italici è qualcosa di più straordinario ancora che la loro adesione al pagamento incondizionato delle tasse e all'uso della moneta elettronica sempre ed ovunque (...ho capito perché il 60% degli italiani non usa il bancomat e predilige fare la fila alla cassa degli sportelli bancari per usare il contante).
Mi fa sorridere vedere che le ragazze di qui per essere "ghanze" e distinguersi si tingono i capelli di castano o bruno (con tanto di ricrescita bionda), vedere i ragazzi svedesi gongolare su ferro velicissimo e rombante da circuito nel traffico cittadino con un sardonico limite di 50 km/h, vedere un signore sugli 80 correre lento ma inesorabile in canottiera di lana sotto la pioggia finissima, senza tante marche fitness, con un pantaloncino modello anteguerra.
Sorrido benevolo, un po' emozionato nel vedere la varietà del genere umano e nell'ascoltare il silenzio del cimitero monumentale di Stoccolma.
È un bosco immenso (diciamo grande un paio di volte i Giardini Margherita di Bologna) con abeti, felci e betulle fittissimi e prati verde smeraldo cosparsi di piccole ed anonime tombe.
Vi regna il silenzio rotto solo dal rumore ritmato dei picchi e dal respiro maestoso del vento del nord che parla, portando dalle lande del polo le parole dei morti ai vivi e rendendo, come in un sospiro, il saluto dell'anziano signore seduto su di uno sgabello davanti alla tomba della moglie, attorno alla quale ha appena tagliato con cura l'erba.
Tutti così uguali, tutti così diversi noi umani, ma tutti così necessariamente connessi a questa meravigliosa terra che ci ospita paziente.
Arrivederci a non so quando per l'ultima tappa di questo lungo viaggio fra Islanda, Scozia, Norvegia, Svezia, Danimarca, Russia...

Skogskyrkogården,il Cimitero monumentale, la collina della meditazione e sguardi casuali su di un mondo diverso 

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